Grotta della Zinzulusa a Castro, come raggiungerla e cosa visitare

Il litorale adriatico della penisola salentina è caratterizzato da imponenti scogliere di rara bellezza, percorrendo la strada che da brindisi collega Otranto a Santa Maria di Leuca ( la parte sud est, rispetto alla Brindisi Gallipoli ) si può avere l’opportunità di godere di paesaggi meravigliosi costeggiando le alte scogliere calcaree che cadono a picco nel mare blu intenso dell’adriatico. 

Lungo la strada si incontrano numerosi piccole villaggi abitati per lo più in estate, o anche piccoli centri abitati tutto l’anno come Santa Cesarea Terme ( Grotta della Zinzulusa) , famosa appunto per le sue acque termali e Porto Badisco, con la sua bellissima baia naturale.

 

Visitare il Comune di Castro e la Marina

Castello Aragonese di Castro Lecce
Castello Aragonese di Castro Lecce

Probabilmente la più suggestiva località che si incontra lungo la litoranea Santa Maria di Leuca – Otranto (strada provinciale 358) è senza dubbio Castro (LECCE). Si tratta di un piccolissimo centro situato sulla scogliera all’altezza di circa 100 metri, che cade ripida nel mare.

Si tratta di uno dei primi centri abitati nella storia della penisola salentina, probabilmente dovuto al fatto che le coste nei pressi di Castro sono dissemininate di grotte che hanno favorito l’insediamento di popolazioni preistoriche in queste zone.

Fare una passeggiate nelle strette stradine del centro storico di Castro è una tappa obbligata per ogni turista in vacanza nel Salento. I panorami mozzafiato della scogliera sul mare fanno da cornice al Castello Aragonese che risale al XII secolo, ancora oggi molto ben conservato, è stato più volte danneggiato e ricostruito in vari periodi in seguito alle varie dominazioni subite nel corso della storia, in particolare quello ad opera dei Turchi durante il famoso “saccheggio di Otranto”.

Grotta della Zinzulusa ecco cosa vi aspetta!

Più di ogni altra attrazione architettonica, la ragione principale per visitare Castro è senza dubbio la presenza di numerose grotte di origine carsica. Si tratta di tipiche formazioni che è possibile incontrare lungo tutta la costa, ma la più suggestiva e anche interessante dal punto di vista scientifico è senza dubbio la Grotta della Zinzulusa.

Si tratta della più grande delle grotte delle zona, scoperta più di 150 anni fa, è stata resa accessibile al pubblico negli anni ’50, quando è stato allestito un percorso calpestabile, per permettere ai visitatori di percorrere almeno una parte della sua lunghezza.

La Grotta della Zinzulusa deve il suo ad un vocabolo del dialetto locale “zinzuli” che vuol dire “stracci”, per via della forma delle stalattiti che pendono dal soffitto come stracci appesi.

Il lavoro svolto per permettere ai visitatori di accedere alla grotta è stato immenso, basti pensare che la grande quantità di pipistrelli che abitava la grotta aveva accumulato nel corso dei millenni ben 5-7 metri di guano che è stato rimosso liberando tutte le varie camere che si incontrano lungo il percorso. Anche se questo ha ridotto drasticamente i pipistrelli che dimorano stabilmente nella grotta, ha permesso di compiere scoperte scientifiche straordinarie su questo sito, che si è rivelato essere unico in tutto il mediterraneo.

La grotta si sviluppa su un percorso di circa 150 metri, lungo il quale si incontrano le 3 camere principali. La prima è La Conca caratterizzata da stalattiti, stalagmiti e punti in cui la volta è crollata, proseguendo si giunge all’interno della seconda cavità detta Il Duomo, ha caratteristiche abbastanza diverse dalla prima camera, qui gli stalattiti sono meno numerosi, come anche la natura stessa delle rocce, molto più compatta.

L’ultimo ambiente visitabile continuando il percorso è Il Cocito, la cui struttura è abbastanza simile a quella del Duomo, ma la presenza di acque limpidissime in cui si può vedere la naturale stratificazione di acqua dolce in alto e salmastra sul fondo, la rendono forse la camera più affascinante.

L’isolamento con il mondo esterno ha permesso che all’interno si sviluppassero numerose forme di vita con una biodiversità straordinaria paragonata alle dimensioni della grotta, è stato possibile inoltre isolare forme di vite uniche osservate solo qui, come una spugna che cresce in uno dei canali sommersi (non visitabile), in un ambiente del tutto anomalo per questa specie, che normalmente cresce in condizioni completamente differenti . (via: Wikipedia)

L’importanza scientifico/turistica è aumentata dal fatto che all’interno della grotta della Zinzulusa sono stati rilevati numerosi reperti archeologici di insediamenti umani, e di animali come elefanti, rinoceronti e ippopotami.

Costo e orari di visita della Grotta

Gli orari per visitare la grotta cambiano nel corso dell’anno, in estate quando il flusso turistico è maggiore le visite guidate sono organizzate dalle 9.30 alle 19.30 ed il costo del biglietto di ingresso per visitare la Grotta della Zinzulusa è di 5 € per gli adulti e di 3 € per i bambini.

Dal 1° Ottobre
al 31 Marzo
Dal 1° Aprile
al 31 Maggio
Dal 1° Giugno
al 30 Giugno
Dal 1° Luglio
al 31 Agosto
Dal 1° Settembre
al 30 Settembre
ORARIODALLE ORE 10:00
ALLE ORE 16:30
DALLE ORE 10:00
ALLE ORE 18:00
DALLE ORE 09:30
ALLE ORE 18:00
DALLE ORE 09:30
ALLE ORE 18:00
DALLE ORE 09:30
ALLE ORE 19:00
ADULTI5 €5 €5 €5 €5 €
RIDOTTI
sino 11 anni
2 €2 €2 €2 €2 €
SCUOLE2 €2 €2 €2 €2 €
GRUPPI
minimo 30 persone
4 €4 €4 €4 €4 €

Nel punto di partenza per iniziare la visita a questa grotta si trova anche un piccolo ormeggio da cui è possibile partire per un escursione in barca e visitare alcune delle altre grotte di Castro dissemininate lungo la costa, come la Grotta Azzurra, che si trova proprio in prossimità della grotta della Zinzulusa, non si tratta di una grotta particolarmente ampia, ma è famosa per l’incredibile gioco di luci che si gode entrando all’interno, dove l’acqua sembra assumere un intenso colore blu cobalto.

Non solo “Zinzulusa”

Procedendo in direzione sud, poi, si incontra la Grotta Romanelli, che grazie ad un ostruzione che ne chiudeva l’ingresso ha conservato fino ai giorni nostri numerosi reperti di insediamenti umani del paleolitico o fossili di animali ormai estinti, che è stato possibile recuperare solo quando nel 1900 l’ingresso è stato liberato. Proseguendo sempre in direzione sud è possibile incontrare la Grotta Palombara, detta così per via di numerosi colombi che vi nidificano.

Qualunque sia il programma della vostra vacanza, visitare Castro e le sue grotte sarà una tappa obbligata, che vi farà scoprire un Salento diverso, lontano dai soliti itinerari turistici, ma altrettanto affascinante.

Le immagini fotografiche sono a cura di Castropromozione